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Osteoporosi


Che cos'è Sintomi e diagnosi Cura Prevenzione e stile di vita

Che cos'è

L'osteoporosi è una malattia delle ossa legata all'invecchiamento. Se ne distinguono due tipi: l'osteoporosi senile, che colpisce entrambi i sessi in genere dopo i 70 anni di età, e l'osteoporosi post-menopausale che è solo femminile. In entrambi i casi si verifica un progressivo prevalere dei processi di distruzione dell'osso (ad opera degli osteoclasti) rispetto ai processi di ricostruzione (mediati dagli osteoblasti). Il fisiologico turnover (rimodellamento) dello scheletro perde il suo equilibrio a mano a mano che l'organismo consuma le scorte di calcio accumulate in gioventù. Le ossa divengono porose e quindi più fragili, tanto che possono rompersi più facilmente. Di per sè l'osteoporosi non dà sintomi: il paziente non avverte dolori o segnali di allarme, perciò non è possibile diagnosticare l'osteoprosi se non sottoponendosi ad esami specifici. Se la diagnosi è precoce, attività fisica e cure farmacologiche possono arrestare il decorso dell'osteoporosi; più gravi e meno curabili sono invece i casi in cui l'osteoporosi viene scoperta già in stadio avanzato, ovvero quando si sia verificata una frattura a volte, ma non necessariamente, spontanea (senza un trauma causale).

Solo una donna su due affetta da osteoporosi sa di esserlo. Stessa mancanza di consapevolezza su questa patologia riguarda un uomo su cinque. Sono i risultati di un'indagine pilota realizzata dall'Istituto Superiore di Sanità, dove (ottobre 2003) si è svolto il Convegno Osteoporosi una malattia sociale - Epidemiologia, costi assistenziali e interventi terapeutici per fare il punto sullo stato dell'arte della malattia e dell'assistenza nel nostro Paese.

Lo studio, condotto nell'area della Città di Firenze in collaborazione con le strutture sanitarie locali, ha confrontato i dati sull'osteoporosi riportati dall'indagine ISTAT (utilizzando lo stesso campione estratto dall'ISTAT), forniti attraverso il metodo dell'intervista (Health Interview Surveys, HIS) e perciò basati anche sulla percezione del proprio stato di salute, con quelli derivati dall'indagine che sono risultati dall'esame obiettivo dei pazienti (Health Examination Surveys), che prevede diversi accertamenti tra cui la densitometria ossea, test clinici, di laboratorio e altri ancora.

"Abbiamo osservato che il 50% delle persone che pensano di essere ammalate di osteoporosi non lo sono, mentre la metà di quelli realmente affetti dalla malattia non sa di esserlo - spiega Gino Farchi Direttore del Reparto di Analisi Dati Epidemiologici del Laboratorio di Epidemiologia dell'ISS e coordinatore dell'indagine - Un'indicazione che, se proiettata alla realtà nazionale, è abbastanza lontana da quella fornita dalla fotografia scattata dall'ultima indagine ISTAT secondo cui si dichiara ammalato di questa patologia solo il 4,7% della popolazione totale e il 17,5% delle persone con oltre 65 anni. Il risultato, invece, è stato piuttosto simile a quello del più recente studio epidemiologico multicentrico nazionale, l'ESOPO-2001, che ci diceva che il 23% delle donne di oltre 40 anni e il 14% degli uomini con più di 60 anni è affetto da osteoporosi". Una patologia che - è stato ribadito al convegno - ha inoltre un costo economico e sociale estremamente rilevante "Le conseguenze legate alle fratture del femore sono molto pesanti - afferma Farchi - La mortalità è del 15-25%, la disabilità motoria colpisce più della metà dei pazienti nell'anno successivo alla frattura e solo il 30-40% di queste persone riprende autonomamente le attività quotidiane. Un problema simile è costituito dalle fratture vertebrali, - ha aggiunto - spesso spontanee, la metà delle quali non è diagnosticata e la cui incidenza è paragonabile a quelle del femore. Nei prossimi anni, si stima che queste fratture aumenteranno di oltre la metà. Dati, questi - ha concluso Farchi - che ci fanno riflettere sulla necessità che l'attività di prevenzione dell'osteoporosi sia tra quelle da favorire nell'agenda di Sanità pubblica". Ed è per questo che si è parlato del ruolo fondamentale della prevenzione anche attraverso la modificazione degli stili di vita.

Fonte: ISS comunicato stampa 2003

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